Cosa succede alla dogana e a cosa servono i controlli

Molto spesso si pensa che un concetto come quello della dogana e dei controlli doganali sia legato a tempi lontani o comunque passati. In realtà non è affatto così, anzi risulta estremamente attuale e strettamente legato al concetto di confini oltre che a quello di tutela delle frontiere che separano gli Stati. I controlli alla dogana sono una realtà e possono riguardare qualsiasi viaggiatore. Se dovesse verificarsi un contrattempo in dogana, la vacanza – magari iniziata in modo semplice e spensierato – potrebbe complicarsi. I vari step ai quali si viene sottoposti sono infatti molto rigorosi, messi in atto nel nome della sicurezza dei passeggeri e della tutela degli Stati. Ma quali sono questi controlli, come si affrontano e soprattutto qual è l’origine del concetto di dogana e la sua struttura? Vediamolo insieme in questo approfondimento.

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I controlli in entrata, quelli in uscita e la tassazione delle merci

La dogana è l’ufficio adibito al controllo di tutte le merci in uscita e in entrata da un Paese, dunque si tratta di una sorta di posto di blocco. Qualsiasi viaggiatore o professionista può essere chiamato – ed è tenuto – a fermarsi. Cerchiamo di capire cosa si può portare in dogana, tenendo presente che vi sono sostanzialmente due tipologie di controlli che si possono fare alla dogana, ovvero quelli all’esportazione e quelli all’importazione. I primi, che sono detti anche controlli doganali all’uscita, si concentrano su tutte le merci che da un Paese sono in procinto di partire e viaggiare verso un altro. Cosa fanno dunque in questo caso gli uffici doganali? Si occupano di verificare che le merci non siano sottoposte ad alcun vincolo specifico, è il caso per esempio del trasporto di animali esotici oppure di specie protette. Insomma, quello che deve essere accertato dai tecnici è che la merce in transito sia liberamente esportabile. Nel caso in cui vi sia il superamento con successo del controllo, allora viene rilasciata una bolla doganale ovvero una specifica autorizzazione per il passaggio di quella merce. Per quanto riguarda invece i controlli che si svolgono all’entrata a livello doganale, essi hanno l’obiettivo di tutelare ovviamente l’ordine pubblico e la sicurezza ma anche la riscossione di dazi. Si dovrà dunque procedere al controllo e alla classificazione, per poi arrivare alla relativa tassazione, di merci che provengono da altri Paesi.

Controlli e dazi riguardano professionisti e semplici cittadini

La questione dei controlli alla dogana e della tassazione dei prodotti di passaggio non riguarda soltanto chi faccia del trasporto di merci da un angolo all’altro del pianeta una professione. Sono coinvolti anche i semplici cittadini, sia quelli che per esempio si trovino a transitare da un aeroporto e siano in entrata o in uscita da un Paese dove vogliano portare o dal quale intendano esportare merci, sia quelli che magari scelgono di fare acquisti online stando sul divano di casa.

Sarà utile anche fare mente locale sul fatto che la legge impone l’Iva in relazione a tutti quei prodotti importati nel nostro Paese i quali non provengano da aree appartenenti al Mercato Unico Europeo o comunque arrivino da Stati che non godano di condizioni particolari. E’ quindi chiaro come chi voglia importare da uno Stato extracomunitario debba sostenere le spese relative all’Iva proprio quando avviene il passaggio in dogana. Ecco che allora sulla bolla doganale verranno riportati sia l’ammontare dell’Iva che quello dei dazi doganali (entrambi questi costi dovranno essere versati proprio alla dogana). Per poter importare delle merci provenienti da un Paese che non sia aderente all’unione doganale europea devono dunque essere pagati dazi i doganali e l’Iva, che sarà calcolata sul valore alla dogana maggiorato dei dazi stessi.

La storia dell’istituto della dogana ha inizio nell’antichità

Quello della dogana è un istituto che affonda le sue radici indietro nel tempo di secoli, sembra addirittura che già nell’Antica Grecia all’ingresso nel porto del Pireo ad Atene le merci di passaggio venissero sottoposte a una specifica tassazione. La dogana nasce per far pagare appunto imposte e tasse allo Stato che le aveva create, in modo tale da arricchirne le casse. Nel corso delle epoche questo istituto ha giocato anche un ruolo importante nella salvaguardia delle economie di certi ambiti economici o geografici. L’obiettivo era quello di favorire oppure di porre un freno alla crescita di singoli Stati oppure di gruppi di Paesi (un ruolo molto importante quindi dal punto di vista sia sociale che economico).

Un organo che ha accompagnato lo sviluppo delle economie del pianeta

Nel corso del tempo l’istituto della dogana ha comunque subito una lunghissima serie di mutamenti e una continua evoluzione, che è andata di pari passo con i cambiamenti in fatto di storia e geografia del mondo. Se inizialmente si trattava di un istituto il cui intento era prevalentemente impositivo (un esempio calzante in questo senso è rappresentato dalle gabelle), c’è stato il passaggio a un organo di tipo pubblico coordinato e organizzato di concerto con altri organi statali (e con altri Stati, ovviamente). Uno strumento importante per quanto riguarda – e ha riguardato – la politica economica durante epoche diverse. In certi momenti storici le dogane sono servite per esempio a favorire o a contrastare determinati commerci. E questo soprattutto durante la Rivoluzione Industriale, dove c’è stato un picco di crescita a livello globale. E’ chiaro che questo istituto ha continuato ad accompagnare i cambiamenti statali, divenendo uno strumento sempre più importante nel mondo. E di recente, per quanto riguarda la nascita della CEE (Comunità Economica Europea) che poi è divenuta l’Unione Europea e anche con riferimento alla nascita di altre associazioni di Stati extra UE, questa realtà si è ancora più affermata quale organo a tutela delle economie dei singoli Paesi del pianeta. Un cambio di passo epocale, che ha riguardato in maniera trasversale qualsiasi settore, è stato infine quello dello relativo al fenomeno della telematizzazione, che ha modificato in modo radicale – e velocizzato – anche le attività di dogana.

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